Con la pubblicazione della nuova norma ISO 14021:2026 (“Dichiarazioni e programmi ambientali per i prodotti”), la comunicazione della sostenibilità aziendale entra in una nuova era di trasparenza e rigore. L’aggiornamento sostituisce la versione 2016 e si inserisce nel quadro normativo europeo delineato dalla Direttiva (UE) 2024/825 e dal D.Lgs. 30/2026. Dimostrare la fondatezza scientifica dei claim ambientali di Tipo II non è più un’opzione di marketing, ma un requisito fondamentale di tutela legale per contrastare il greenwashing ed evitare sanzioni.
Requisiti chiave della norma ISO 14021:2026
La revisione 2026 introduce l’obbligo di inserire le autodichiarazioni in un programma documentato, regole stringenti sull’uso del Ciclo di Möbius, il divieto assoluto di claim generici e l’esigenza di trasparenza sulla catena di custodia. Per garantire la conformità delle asserzioni — veicolate su etichette, schede tecniche o canali digitali —, le imprese devono predisporre disciplinari interni, tracciare i dati e valutare gli impatti sull’intero ciclo di vita (LCA).